Abbiamo già trattato il tema energia in alcuni dei nostri articoli, che potete leggere nel nostro blog. D’altronde il caro energetico degli ultimi mesi ha imposto anche scelte piuttosto drastiche nella gestione quotidiana.
Molti hanno deciso di diversificare la modalità di riscaldamento casalingo installando la “cara e vecchia stufa”, che per tanti anni ha riscaldato le nostre case e che forse troppo presto era caduta nel dimenticatoio, per poi tornare di colpo in auge a causa di costi insostenibili.
Ma se le stufe “di una volta”, erano quelle della nonna, a legna, utilizzate per scaldare l’ambiente e cucinare, oggi le stufe sono (anche) un ritrovato di tecnologia e progresso che riscaldano le nostre case a costi sicuramente inferiori a quelli di gas metano o gas propano.
Quando ci si appresta a una scelta come quella della stufa, per prima cosa bisogna capire quale sia l’opportunità migliore per la nostra casa.
Stufa: meglio a pellet o a legna?
La domanda che dobbiamo inizialmente porci è: di cosa abbiamo bisogno per la nostra casa? Prima di valutare infatti i pro e i contro di due prodotti che paiono simili ma in realtà sono molto distanti tra di loro, bisognerà capire che tipo di utilizzo dobbiamo farne.
Differenza di prodotti da utilizzare come combustibile, differenza di costi, differenza di stoccaggio materiali, differenza di utilizzo. Sono davvero tante le variabili che possono farci scegliere una o l’altra soluzione.
Ma andiamo con ordine.
Cos’è il pellet?
Il pellet è un combustibile legnoso ricavato generalmente da scarti di lavorazione e, più di rado, partendo dal tronco dell’albero.
Viene prodotto polverizzando il legno che verrà agglomerato in cilindri di 1-3 cm, che, grazie ad un tasso di umidità che solitamente è tra il 10% e il 15%, si solidificano in tale forma grazie alla pressatura e possono essere di legno morbido o duro.
Viene venduto in sacchi dai 5 ai 25 chili e viene versato nella stufa al bisogno.
Energeticamente parlando, a parità di peso, il pellet garantisce maggiore energia quindi maggiore calore, rispetto alla legna.
Il pellet, soprattutto quello di legna tenera, produce meno poca cenere, rendendo più facile la gestione. Inoltre gestire lo stoccaggio di uno o più sacchi di pellet è più semplice di gestire una catasta di legna.
Quando scegliere la stufa a pellet?
Le stufe a pellet, per funzionare, necessitano di energia elettrica. Questo perché per tenere acceso il pellet e soprattutto veicolare il calore, c’è bisogno di un ventilatore. Sono vere e proprie termoventole a calore.
La stufa a pellet può essere programmabile anche da remoto, grazie a wifi, schede, telecomandi ecc.. Insomma, la stufa a pellet è sicuramente più “odierna e smart”, ma dall’altro lato il pellet non può essere autoprodotto ma va sempre acquistato. Inoltre, nel caso di mancanza di corrente non avremo riscaldamento (al pari della caldaia) e la struttura, solitamente in lamiera, non mantiene la temperatura.
La stufa a pellet è una stufa “da città”, che unisce risparmio energetico a comodità.
Quando scegliere la stufa a legna?
La stufa a legno costa meno, in media, sia come costo di installazione che come costo di acquisto. Ma ha tanti altri pro, e qualche contro, da tenere sempre in considerazione.
Quando andiamo a scegliere una stufa a legna dobbiamo tenere in considerazione la gestione della legna. Che non è solo pesante da spostare, ma anche ingombrante da gestire.
La stufa a legna, d’altro canto, utilizzando come combustibile i ceppi di legno, ha infatti bisogno di una quantità importante di legna sempre a disposizione.
Le stufe a legna sono solitamente in ghisa, ciò significa che una volta calde, manterranno la temperatura per molto tempo.
Non ci sarà sempre bisogno della fiamma accesa, ma basteranno anche solo le braci per mantenere in temperatura la stufa, dando calore a tutta o comunque a buona parte della casa.
Le stufe a legna sono poi più belle da vedere, con la fiamma che riscalda l’ambiente e anche l’atmosfera. Però ci sarà anche il problema di gestire la cenere.
Chi abita in campagna o in montagna potrà raccogliere la legna in autonomia, ove consentito, oppure nel caso si abbia di un proprio terreno a disposizione, potrà autoprodurre il proprio consumo, riscaldandosi a costo zero.
Anzi, riscaldandosi.. più volte. Si dice infatti che la legna scaldi 4 volte: quando si raccoglie, quando si porta a casa, quando la si taglia e quando la si brucia!
E’ chiaro che in città diventa difficile poter gestire una catasta di legna, mentre in montagna diventa insensato utilizzare pellet quando abbiamo a disposizione legname.
Pellet vs legna: che scelta compiere
Insomma, al netto delle possibilità economiche di ogni singola famiglia, è chiaro che l’aspetto gestionale e di eventuale acquisto del materiale di combustione incida in maniera concreta sulla scelta.
E voi, avete già una stufa? Come vi trovate? Raccontateci la vostra esperienza.





