Decidere dove abitare con la propria famiglia è sempre una scelta importante.
E’ chiaro che, quando si ha già a disposizione una casa di proprietà, oppure quando si eredita un immobile, diventa più semplice escludere tutta una serie di opzioni.

Quando invece si ha la possibilità di scegliere da zero il luogo in cui andare ad abitare, senza particolari vincoli di partenza, bisogna prendere in considerazione diversi punti e valutarli attentamente.
In questi anni in cui lo smart working è diventato quotidianità, per molti il lavoro da casa è diventato un’opzione interessante, che ha aperto molte possibilità diverse in merito alla localizzazione della propria abitazione.
Molte infatti le persone che hanno deciso di trasferirsi fuori città, per godere di spazi aperti e del verde, ma anche per risparmiare in maniera consistente sul costo della vita, continuando a lavorare nel medesimo modo e “portando a casa lo stesso stipendio”, così da alzare anche in maniera notevole lo standard qualitativo della propria vita.
Decentramento è stata quindi la parola chiave di questi ultimi 2 anni. Ma non è detto che questo trend sia destinato a continuare. La città ha infatti ancora un forte appeal per alcuni segmenti della popolazione, soprattutto per i giovani in cerca di vita e movida.
Cosa determina la scelta tra cittadina e grande città
In generale la scelta di abitare in un paese, in una cittadina o in una grande città è data da più fattori:
• Il costo della vita, che non riguarda solo acquisto o affitto di immobili ma anche tutto quello che circonda la vita di una famiglia, dal costo dei ristoranti agli asili nido per i figli, sempre che in questi ultimi ci siano posti disponibili…
• I servizi, quali ospedali, trasporti, scuole e centri commerciali. Questi si trovano non solo in città ma anche in cittadine o paesi. Va quindi effettuata con cura la scelta, analizzando le offerte essenziali per noi e la nostra famiglia.

• Le offerte per quanto riguarda intrattenimento, cultura e tempo libero. Queste non sono prerogativa delle città, come invece si potrebbe pensare. Ad esempio se si considerano importanti parchi e strutture all’aperto, la scelta del paese o della cittadina guadagna allora sicuramente più punti.
• La vicinanza alla propria famiglia o comunque la possibilità di usufruire di quella rete di sostegno fatta da amici, parenti e familiari che spesso può essere preziosa. Basta pensare a piccoli esempi quotidiani: una famiglia con figli piccoli malati, un lavoro che chiama e i nonni lontani. Decidere di cambiare città senza valutare certi aspetti diventa a volte insostenibile.
Una delle valutazioni principali, se non la principale, rimane però come sempre il valore degli immobili. Molte volte il costo di un bilocale in città equivale a una villetta in paese o a un appartamento di una metratura almeno doppia.
La città, oltre ad essere una scelta, è insomma anche una possibilità non per tutti, a meno che non si decida di abitare nelle periferie, che spesso però presentano una serie di svantaggi.
Molte volte inoltre, come abbiamo già raccontato in un precedente articolo, abitare nelle periferie di una grande città comporta paradossalmente tempi per raggiungere il lavoro ben maggiori di quelli che si impiegherebbero partendo da una città limitrofa.

Qui potete infatti leggere il caso Terni / Roma: molti abitanti della capitale, infatti, si stanno spostando nella nostra città, dove trovano costi decisamente più bassi e tempi di percorrenza verso il lavoro minori di quelli di molte delle periferie capitoline.
Insomma, città, periferia, campagna o paesino, in Italia le offerte sono tante e fortunatamente varie.
Saranno gli interessi, le opportunità, la struttura e l’organizzazione della propria famiglia a determinare, nella stragrande maggioranza delle volte, il luogo in cui abiteremo con la nostra famiglia.
Perché alla fine, “casa” è dove ci sono le persone che ti vogliono bene.
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